A cosa serve la Graston Technique

Utilizzata con successo da oltre 20 anni negli Stati Uniti, la Graston Technique è una metodica finalizzata al trattamento dei tessuti molli come i muscoli e le strutture fasciali che li avvolgono.

Come conseguenza di infortuni, traumi oppure stati dolorosi, la muscolatura è portata a contrarsi come reazione allo stimolo algico, perdendo così la capacità di funzionare correttamente.

Questo metodo serve appunto per mobilizzare il tessuto fasciale, eliminandone i blocchi funzionali derivanti da vari disturbi, per migliorare i processi riparativi delle diverse zone interessate.

Il principale obiettivo che si pone la Tecnica Graston è proprio quello di ripristinare la fisiologica elasticità della muscolatura, per incentivarne le prestazioni funzionali ed eliminare gli stati dolorosi.

Il suo meccanismo d’azione è basato sull’allentamento di qualsiasi genere di tensione a cui le fibre possono essere sottoposte, in quanto soltanto riacquistando un’adeguata funzionalità esse sono in grado di garantire performance di alto livello.

Minimizzando la tensione della fascia, diventa possibile stimolare l’attività dei muscoli, che possono utilizzare correttamente la loro normale capacità di scorrimento.

Queste fasce muscolari sono composte da una serie di membrane di tessuto connettivo, il cui ruolo è quello di proteggere, nutrire e mobilizzare il muscolo in esse contenuto, per massimizzare la sua flessibilità.

Per ottenere risultati del genere è necessario che gli strati della fascia siano in grado di scorrere tra loro, dato che oltre il 40% della forza generata da un muscolo dipende appunto dalla fascia di connettivo che lo avvolge.

La Graston Technique, nata come valido supporto in presenza di lesioni acute oppure croniche a livello muscolare, si è rivelata un prezioso supporto in tutti i casi di malfunzionamento dei tessuti molli.


Chi esegue la Graston Technique

La Graston Technique viene effettuata da medici specialisti, da chiropratici, da preparatori atletici e da terapisti che si occupano della salute dell’apparato muscolo-scheletrico, con particolare riguardo alla muscolatura.

Il loro campo d’applicazione risulta particolarmente ampio in quanto si occupa di:
• cervicalgia (torcicollo);
• tendinosi alla cuffia dei rotatori (dolore alla spalla);
• epicondilite laterale (gomito del tennista);
• sindrome del tunnel carpale (dolore al polso);
• dolore al tendine d’Achille (sindrome calcaneare);
• stiramenti lombari (dolore alla schiena);
• fascite plantare (dolore al piede);
• sindrome rotulea (dolore al ginocchio);
• dito a scatto;
• fibromialgia.

Il professionista che prende in carico questi disturbi deve innanzitutto identificare con precisione il fattore scatenante, formulando direttamente una diagnosi (se si tratta di un medico) oppure basandosi su quella emessa dallo specialista di riferimento.

Successivamente il suo compito è quello di impostare un’adeguata terapia, utilizzando il programma più adatto per ridurre la sintomatologia dolorosa, aumentando la flessibilità e la scorrevolezza dei fasci.

Oltre al miglioramento globale dello stato di salute del paziente, si ottiene una notevole riduzione del rischio di infortuni grazie al riequilibrio delle anomale tensioni fasciali.

Per raggiungere i risultati sperati bisogna rivolgersi a centri specializzati in Graston Technique, poiché è indispensabile che i professionisti che applicano questo metodo siano competenti ed esperti nel settore.

Come funziona la Graston Technique

La Graston Technique viene effettuata mediante l’impiego di 6 differenti strumenti in acciaio di forme e dimensioni differenti, la cui caratteristica principale è quella di essere dotati di bordi curvilinei.

Si tratta di dispositivi di forma concava o convessa che si adattano perfettamente ai diversi distretti anatomici del corpo.

Grazie a una struttura del genere, gli strumenti brevettati possono essere utilizzati con una massima facilità e con un minimo stress manuale per il terapeuta, che è in grado di assicurare un’ottimale penetrazione tissutale.

In maniera del tutto analoga al diapason, essi risuonano nelle mani dello specialista, consentendogli di isolare costrizioni e aderenze, attraverso una manipolazione mirata e puntuale.

A seconda della tipologia di tecnica da usare e dell’estensione della zona da trattare, il terapista sceglie lo strumento più adatto, privilegiando quelli di forma concava oppure convessa o anche un mix di entrambi.

Si tratta di un approccio curativo del tutto indolore, che può integrarsi perfettamente con altre metodiche di terapia manuale.

L’impiego della strumentazione consente di trattare sia ampie superfici, come schiena e tronco, dove sono localizzati i grandi muscoli, sia zone più limitate come il polso, il tallone, il bicipite brachiale.

È prevista anche la terapia di porzioni dotate di sporgenze ossee, come le rotule, intorno alle quali è necessario passare uno strumento con specifica concavità.

Quelli di forma convessa, invece, offrono l’opportunità di arrivare a profondità maggiori, garantendo quindi una penetrazione ottimale in caso di dolori interni.

Gli strumenti impiegati nella Graston Technique vengono nominati con 6 sigle alfanumeriche, che sono: GT1, GT2, GT3,GT4, GT5, GT6.

Questa tecnica brevettata consiste quindi in un trattamento interdisciplinare che può essere utilizzato sia da medici che da terapisti per ridurre la sintomatologia senza diretti interventi manuali (che non sempre si rivelano efficaci).

Il principale vantaggio di tale approccio terapeutico si riferisce alla diminuzione del tempo complessivo della cura, poiché la riabilitazione risulta decisamente più veloce ed efficace.