Il Pap Test è un esame diagnostico molto importante che consente di prevenire in maniera efficace il tumore del collo dell’utero. Può essere eseguito presso lo studio di un ginecologo oppure nell’ambito di una campagna di screening da parte dell’ASL competente territorialmente. L’esame viene effettuato con tempistiche estremamente ridotte ed è assolutamente indolore.

Che cos’è il Pap Test

Il Pap test è un esame diagnostico preventivo che è stato introdotto per la prima volta negli anni 40 da un medico di origini greche dal quale poi ha preso il nome. In particolare consiste nel prelevare delle cellule dal collo dell’utero e dalla cervicale in maniera tale da valutare eventuali anomalie che potrebbero lasciar pensare, con il trascorrere del tempo, ad una formazione tumorale.

Le cellule vengono prelevate con modalità differenti per poi essere posizionate sul classico vetrino per l’esame che verrà poi eseguito in laboratorio. Dunque, si tratta di uno dei tanti esami diagnostici che permettono di effettuare una prevenzione efficace consentendo di curare e di gestire eventuali situazioni anomale.

Entrando maggiormente nel merito, il Pap test viene eseguito con l’utilizzo di una apposita spatola di legno conosciuta con il nome di spatola di Ayre, grazie alla quale è possibile effettuare il prelievo delle celllule nella parte più esterna. Inoltre nell’ambito di questo test viene effettuato anche un prelievo nella parte più interna con l’utilizzo di uno spazzolino oppure in alternativa si può pensare anche ad uno strumento che assomiglia tantissimo ad un classico cotton fioc.

A cosa serve e chi deve eseguire il pap test

Il Pap test è un esame di screening che deve essere in seguito al massimo ogni tre anni da tutte le donne con età compresa tra i 25 e 65-70 anni. In realtà i medici consigliano di effettuare il Pap test non appena la donna inizia ad avere una vita sessuale in quanto durante i rapporti, aumenta in maniera considerevole il rischio.

La raccomandazione dunque è quella di effettuare il Pap test al massimo ogni 3 anni presso il proprio ginecologo oppure rivolgendosi alle campagne di prevenzione portate avanti dalle Aziende Sanitarie Locali. Il Pap test serve ad individuare anomalie delle cellule del collo dell’utero, il che è una situazione che preannuncia, di alcuni anni, l’insorgenza e la formazione di un tumore.

Grazie a questo approccio, insomma, si riesce a prevenire in maniera considerevole la formazione del tumore e quindi a poter trattare l’anomalia con delle semplici cure. Il Pap test è stato istituito perché le donne vengono esposte a molteplici fattori di rischio soprattutto nell’ambito di rapporti sessuali anche con partner occasionali, per cui ci sono più probabilità di poter sviluppare un tumore che va a colpire la zona cervicale.

Alcuni medici, a tal proposito, per abbattere definitivamente il rischio di insorgenza di tumore, consigliano di abbinare al classico Pap test anche in un esame diagnostico molto efficace come quello del DNA virale.

Durante la valutazione diagnostica, il ginecologo può accorgersi di una infiammazione oppure un’altra qualsiasi patologia che solitamente colpisce il collo dell’utero, il che consente di individuare il virus e la causa scatenante. Fatto questo, sarà semplice quindi proporre un percorso terapeutico efficace e risolutivo.

La diagnosi

L’esito del Pap test permette di capire se le cellule del collo dell’utero siano anomale o meno. In particolare, se l’esito è negativo allora le cellule sono normali e non c’è alcun genere di rischio relativo alla possibile insorgenza di tumore nella zona.

Se invece dovesse esserci un esito positivo, non c’è alcun motivo per allarmarsi in quanto è necessario eseguire degli approfondimenti e soprattutto valutare con attenzione la diagnosi emersa dal test stesso. Ci sono tanti approcci terapeutici che aiutano a gestire la situazione anche in virtù dello stadio di avanzamento di un’eventuale situazione tumorale.

È opportuno anche evidenziare le modalità con cui viene eseguito il test che ricordiamo non ti comporterà alcun genere di dolore. Innanzitutto, affinché il test non offra un risultato falsato, è necessario non avere rapporti sessuali almeno 48 ore prima ed evitare di inserire, all’interno della vagina, qualsiasi genere di soluzione intima oppure schiume e gel almeno per le 24 ore precedenti al test. Qualora queste indicazioni non dovessero essere rispettate, allora è l’esito del test risulterà del tutto inattendibile.

L’unica controindicazione che devi soddisfare prima di sottoporsi al test è quella di mettere a conoscenza del ginecologo oppure dell’operatore sanitario, della tua eventuale allergia al lattice. In linea di massima puoi sottoporti al test in qualsiasi fase del ciclo mestruale con la sola eccezione di quella di massimo flusso.

Se ti trovi in questa situazione proprio nel giorno in cui devi sottoporti al test, meglio contattare la struttura per rimandare di qualche giorno.

Infine, il Pap test è un procedimento molto semplice che che dura pochissimi minuti e che può essere eseguito con l’introduzione prima di uno speculum nella vagina per rendere visibile la cervice e quindi si utilizza la spatola per ottenere il materiale poi da strofinare sul vetrino.