La pubalgia è una patologia che si manifesta nella zona pubica, in quella inguinale o in corrispondenza dell’interno coscia, attraverso un dolore.

Solitamente gli sportivi soffrono di questa condizione, ma ciò non significa che coloro che non praticano attività fisica regolare non ne possono essere affetti. Determinati movimenti possono causare proprio quei dolori di cui ti parleremo nei prossimi paragrafi.

Che cos’è la pubalgia?

La pubalgia può manifestarsi in tre condizioni differenti. Solamente uno specialista è in grado di individuare la tipologia del dolore, la sua distribuzione e quali sono i sintomi correlati.

La prima tipologia è la malattia degli adduttori, ovvero che le strutture muscolari e tendinee, a causa di situazioni di sovraccarico, sono messe a repentaglio, causando infiammazioni e impedimenti nelle loro funzionalità. Nei casi cronici, l’infiammazione può comprendere anche l’architettura dell’articolazione, portando alla formazione di microcalcificazioni.

Se vengono coinvolti i muscoli adduttori della coscia, allora il dolore è causato da movimenti rapidi di aggiustamento della postura, attraverso la quale si possono verificare stiramenti con conseguenti microtraumi. Solitamente si riscontra un dolore all’interno coscia, quindi nei momenti di chiusura e di apertura della stessa.

Il secondo caso è la sindrome della guaina del retto femorale, che si verifica a seguito di un trauma. Questa tipologia consiste in una microlesione della fascia superficiale del nervo perforante.
Infine, l’ultima forma di pubalgia, è l’osteo-artropatia pubica, che causa un artrosi della sinfisi pubica. Questa può essere dovuta da situazioni di sovraccarico, quindi sollecitazioni croniche ripetute, molto comuni in ambito sportivo o lavorativo.

La condizione di osteo-artropatia porta ad una sintomatologia caratterizzata da un dolore nella zona pubica, accentuato mentre si è in movimento.

La pubalgia può essere riscontrata anche in gravidanza, soprattutto a seguito del sesto mese. Ciò avviene a causa del fatto che il bacino femminile deve adattarsi allo sviluppo del piccolo.


Cause della pubalgia

Sono diverse le possibili cause della pubalgia, come limitazioni articolari di tipo degenerative o congenite, sovraccarichi muscolari causati da disfunzioni della postura, alterazioni della colonna vertebrale o alterazioni nella muscolatura dell’addome.

Utilizzare determinate calzature, che non risultano adatte alle condizioni dei propri piedi o delle proprie gambe, possono portare a delle problematiche rilevanti nella postura e nel modo di camminare. Atteggiamenti del genere possono rendere più frequenti stiramenti nei muscoli, con conseguente infiammazione degli stessi.

Quella dei calciatori è sicuramente la categoria maggiormente affetta da questa problematica, in quanto vengono eseguiti gesti come calci, scatti e dribbling, che possono portare molto facilmente alla manifestazione dei suoi sintomi.

Sintomi della pubalgia

Il dolore è il sintomo principale di questa patologia. Solitamente, nelle forme più lievi, questo si manifesta al momento del risveglio oppure quando si iniziano gli esercizi fisici, mentre, durante il riscaldamento, tende a scomparire. In certi casi è possibile che il dolore appaia in maniera improvvisa, soprattutto nelle fasi più gravi della patologia, impedendo lo svolgimento dell’attività fisica o addirittura rendendo difficoltosa la deambulazione.

Diagnosi e trattamenti della pubalgia

Attraverso una visita specialistica fisiatrica è possibile diagnosticare la pubaglia, grazie ad un’osservazione clinica. In determinate situazione, il medico curante può richiedere degli esami aggiuntivi, come ecografia, radiografia del bacino o risonanza magnetica.

Per quanto riguarda il trattamento, non esistono dei farmaci specifici per la pubalgia. Solitamente, subito dopo il trauma, è consigliabile impiegare impacchi freddi e riposarsi. Solo in seguito bisogna utilizzare antinfiammatori, come pomate o cerotti medicati.

La Tecarterapia è decisamente utile per diminuire il dolore e attenuare lo stato infiammatorio, in alternativa esistono vari trattamenti a base di ultrasuoni e laser. Quello ad onde d’urto, ad esempio, risulta particolarmente efficiente nei dolori più longevi, infatti conferisce il giusto afflusso di sangue ai tessuti danneggiati, permettendo l’assorbimento di possibili deposizioni calcifiche.

Infine è molto importante riabilitare il muscolo attraverso stretching ed esercizi di rinforzo muscolare. Bisogna assolutamente tenersi alla larga dall’esercizio fisico nei momenti successivi al trauma.

I tempi di recupero sono variabili, in quanto dipendono dal caso in questione. Ma anche l’atleta più determinato dovrà rassegnarsi a prendersi un periodo di riposo, che può durare sia poche settimane che mesi interi.

Per cercare di ridurre notevolmente il periodo di recupero è fondamentale essere seguiti da un fisioterapista, che individuerà gli esercizi migliori per rinforzare la tolleranza allo sforzo del tendine interessato. La postura è un altro aspetto cruciale, che può essere migliorata grazie ad esercizi con pedana propriocettiva.

Prevenzione della pubalgia

Evitare di praticare attività sportive su superfici eccessivamente dure o impiegare le calzature adeguate sono solo alcune delle indicazioni che possono prevenire l’insorgere dei sintomi della pubalgia. Anche tutto ciò che può stabilire un assetto posturale corretto è fondamentale, soprattutto nel tratto del bacino e quello lombare.